
Anfiteatro
Sorge nella zona da San Giovanni al Cortile Gatto, al giardino del Monastero di Santa Chiara e del liceo.
Era piuttosto importante in dipendenza dei dati giunti fino a noi econtrollabili con i resti. Era di forma ellittica, con 14 gradazioni e attico molto esteso, poteva contenere 4.000 spettatori, le misure delle elissi erano 51 nel punto più largo e 29 in quello più stretto.
Acquedotto Cornelio
E’ trattato in una esauriente pubblicazione dell’Ing. E. Balsamo. E’ del 1°Secolo A.C. e porta l’acqua di Brucato. Dai serbatoi iniziali, il condotto, adeguandosi alla giacitura ed altimetria dei terreni, attraverso e sopra archi attraversa le contrade Brucato, Sottotenaglia, Caracoli, Calcasacco, Vallone Tre Pietre, Balata, San Girolamo, Barratina e da qui al pilone di arrivo del sifone, che adduceva poi l’acqua alla condotta sotterranea fino in città. In un secondo tempo, a causa di terremoti e frane, vennero costruiti dei tronchi secondari di derivazione quasi sempre con le caratteristiche del tronco principale.
Le condotte in piombo, campioni delle quali sono conservate anche al Museo di Palermo e a quello di Termini, hanno il diametro interno di 0,39; sulle arcate era in origine una sola tubazione alla quale venne aggiunta un’altra sovrapposta al di sopra della quale, sempre con materiale in argilla, venne collocata una canaletta a cielo aperto, sicché i condotti di adduzione vennero triplicati con vantaggio della quantità di acqua addotta. Il tratto terminale dell’acquedotto al Mazzarino venne distrutto dagli Angioini nello intento riuscito di privare la città dell’acqua e fu in seguito ricostruito.
La città bassa veniva invece servita dall’acqua di Scammaccio, donata alla città unitamente all’acquedotto, da Nicolò Marsala Lanza.
Foro Romano e Curia
Del primo nessuna traccia, si sa che sorgeva al Belvedere. Della Curia poche rovine a Villa Palmieri. A S. Lucia resti della casa di Agatino il cui pavimento in mosaico fu smontato e portato al Museo Civico. Un frammento della casa di Stenio è inserito nel muro di fianco della Cattedrale.
Le Terme
Dal greco « thermos » = caldo. Secondo la leggenda, come già detto, fatte scaturire dalle ninfe per ristoro di Ercole.
Il mito era riportato su monete. Cartaginesi, Greci, Romani ed Arabi le valorizzarono, gli Angioini ne distrussero gli stabilimenti. |